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Immergendo un fatto di cronaca, l'audace e fortunosa campagna del principe Igor 'Svjatoslavič contro i Cumani del 1185, nella dimensione della satira, dell'appello politico, della leggenda, l'anonimo aurore dcl Cantare di Igor' -probabilmente un uomo della corte o addirittura della «schiera» del principe - crea il gioiello dell'epica slava. In una prosa ritmica straordinariamente ricca di allitterazioni, di metafore, di immagini luminose e fosche, di metamorfosi: lgor' è lupo, ermellino, falco, anatra bianca, dialoga con i fiumi e con tutta la natura, i Cumani sono neri corvi oppure una stirpe di pardi. i carri stridono come cigni dispersi... L'anonimo ritrova la fantasia animistica dello sciamanesimo, gareggiando con il leggendario Bojan, il giullare-mago che «se per qualcuno componeva un canto / allora fatto pensiero / trasbordava il bosco / lupo grigio in terra / aquila cinerea sotto le nubi».
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Il cantare di Igor
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